3 gennaio 2015

Christmas Cup Zagabria: 'studiare' per crescere

Tornare a casa dopo cinque partite giocate in 3 giorni con la voglia di andare in palestra ad allenare i fondamentali è sicuramente il miglior risultato che noi coach potessimo attendere dalla partecipazione alla Christmas Cup di Zagabria.
Questo è quanto i nostri ragazzi ci hanno chiesto durante il viaggio di ritorno, dimostrando di aver raggiunto una consapevolezza del proprio potenziale e del lavoro da fare per tirarlo fuori, per dargli sfogo nella sua pienezza.
Non sono state tanto le sconfitte nel punteggio rimediate contro avversari di altissimo livello ad instaurare tale consapevolezza, quanto piuttosto l'aver vissuto da 'giocatori di basket', da mattina a sera per 3 giorni, in una delle patrie di questo sport e a stretto contatto con ragazzi pari età che trascorrono sotto al canestro buona parte della loro giornata!
Capire che un cambio di mano rapido e a testa alta, o un passaggio fatto con la mano debole, o una penetrazione al ferro che combina tecnica e atletica, facciano la differenza in un campo di basket, anche di fronte a disparità fisiche sulle quali solo madre natura può intervenire, è il risultato di un processo di crescita che l'esperienza croata ha sicuramente accelerato nei ragazzi, rafforzando in loro l'idea che si può migliorare con il lavoro e che non bisogna dare limiti all'esplorazione delle proprie potenzialità, ma soprattutto che non ci si deve accontentare di quanto si è già bravi a fare, perché c'è sicuramente qualcuno che lo sa fare come o meglio di noi.
Il confronto con il basket slavo giocato è stato sicuramente vincente, per l'esaltazione dei valori di tecnica individuale, soprattutto offensiva, che hanno reso le partite più divertenti da giocare per i ragazzi, anche grazie ad un arbitraggio che, in maniera costante e indipendente dagli interpreti, ha sempre voluto premiare chi attaccava l'avversario ed il canestro; un fattore che riteniamo interessantissimo in queste categorie giovanili, per instaurare da subito nei ragazzi l'attitudine offensiva e dargli la necessaria confidenza per eseguire giocate anche difficili in contesto di partita e non solo in allenamento.
Sicuramente interessante anche 'studiare' il torneo stesso e la sua formula, di altissimo livello come già descritta in un post precedente, ma soprattutto tra i pochi tornei internazionali che permettono una partecipazione quasi gratuita, grazie all'ospitalità organizzata dal team KK Dubrava e le altre squadre di Zagabria: delle 16 squadre partecipanti infatti, 5 erano di Zagabria ed ospitavano, a loro volta, 5 squadre invitate. Le altre 6 erano alloggiate in un villaggio-ostello della gioventù semplice e funzionale (anche divertente per i ragazzi che non avevano mai fatto esperienze di 'camerata'!), contenendo così il budget alla voce costi, senza rinunciare alla necessaria qualità.
Sicuramente un esempio da imitare in un'ottica, perché no, di voler creare qualcosa di simile anche a Ravenna!

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